Mi piace il design che non si fa notare. Quello che ti lascia fare le cose senza farti pensare che qualcuno le abbia progettate. I prodotti fatti solo per vincere unamedaglia li detesto. Sono curioso, ma decisamente pragmatico.Il design è uno strumento al servizio delle persone e del business. Alle persone dà soluzioni semplici, alle aziende un modo più rapido e più solido per arrivare a chi ha davvero bisogno di loro.Più di tutto è un modo di rispettare chi sta dall'altra parte dello schermo. Il suo tempo, la sua attenzione, la sua fatica. Per questo la strategia e il pensiero critico vengono prima dei pixel e dell'estetica.Porto competenza solida, giudizio chiaro e direzione strategica: qualità di cui questo mestiere ha spesso poca scorta.
## Il resto di me
Mi piace imparare le cose. La tecnologia, le curiosità nerd, o semplicemente come funziona qualcosa. Ho bisogno di andare a fondo, ed è il motivo per cui mi butto nei progetti senza pensarci troppo. E sì, lo so che non è sempre la scelta giusta, ma imparo sempre molte cose a prescindere dal risultato.Amo cucinare, mi rilassa. Italiano, ma anche straniero: colori nuovi, sapori nuovi, abbinamenti e cotture diverse. È il mio modo di portare il design in cucina.Costruisco cose con le mani. Il lavoro manuale è quello che mi manca dopo una settimana attaccato a un cavo. Mi piacciono l'EDM, il vino rosso frizzantino, i cinepanettoni e le sagre di paese. Non potrei vivere troppo lontano dal mare.Viaggio in paesi con street food e tanta natura, quei posti da infradito e zaino in spalla. Ho il terrore del blu profondo, e di tuffarmi in mare aperto senza sapere cosa c'è sotto. Così ho iniziato a fare immersioni per vincere una paura. Forse.Sono il papà di Enea, lanciatore di ossi di Mila, il marito di Bernadette. È un'avventura meravigliosa 🦑